Cosa faremo da adesso #ProgettoTINA

Amiche e amici,

tutti gli scenari della fase 2 del Progetto TINA sono stati assegnati.

Tre su trenta microromanzi già consegnati. Ci aspettiamo un 5-7 % per cento di mancate consegne per giorno 30 novembre. Un progetto come TINA non può non affidarsi, e appunto la chiamata era aperta a tutti. Nomi nuovi si sono aggiunti rispetto alla prima partecipatissima fase. A questi nuovi auguriamo buon lavoro.

Abbiamo un calendario di lavoro serrato e vogliamo condividerlo. Non abbiamo però solo delle date.

Il Progetto TINA vuole l’esplosione, lo spossessamento, la dimenticanza delle origini del progetto. Come già annunciato un gruppo di artisti (sembra capitanati, in qualche modo oscuro eppure efficiente come solo una comune può capitare di essere, da Rocco Lombardi) stanno illustrando alcune scene, visioni, racconti neri di TINA che vuole essere altro.

Vorremmo un TINA #2 portato avanti da gente che non abbiamo mai visto.

Proviamo a rimanere in un protocollo comunicabile. Una volta raccolti gli svolgimenti anche degli scenari futuri provvederemo a correggerli, dividerli in aree tematiche e inserirli in una cornice narrativa. Personaggi e parole chiave incarnate e allo stesso tempo irriconoscibili si aggireranno, discuteranno, aggrediranno e fuggiranno sopra e intorno i microromanzi, in un flusso informativo e speculativo che va in ogni modo, con urgenza e freddezza, portato alla luce.

Ogni scenario proposto è un evento, citato, studiato, svolto in libri di storia, romanzi, nella saggistica divulgativa, in paper specialistici. Tutti sono stati ritenuti in qualche modo esemplari, momenti che illuminano e rischiarano. Gli scenari di TINA sono un modo per riaccenderli nella mente di chi li ha svolti e poi di chi li leggerà. Diventeranno ancora altro, un’alterità che immaginiamo come quella tra l’Era dell’oro che abbiamo abbandonato e l’Antropocene che bolle e accelera con noi e le molecole e i sistemi complessi pronti a muoversi in un modo inedito, di cui non possiamo avere memoria ma che si può, e si deve, provare a immaginare.

Via: qualunque sia stato il contributo, per numero di battute, di scenari svolti, di impegno, nell’illustrare un microromanzo, che ci si sia impegnati per TINA 10 minuti come 100 ore, si finisce in un elenco in ordine alfabetico a fine libro.

Ancora: giorno 30 novembre invieremo una liberatoria ai partecipanti. Privacy, stretto mandato a definire e sottoscrivere un contratto editoriale, impegno a devolvere ogni e qualunque cifra. Massima pubblicità, estrema chiarezza.

Ogni e qualunque cifra: per noi va a Extinction Rebellion. Votiamo con i soldi.

Ancora #2: sei editori, rispettabili, indipendenti, più o meno conosciuti ma di indiscussa serietà hanno manifestato interesse per TINA.

#3: non è il nostro lavoro trovare un editore. Noi, chiunque ha scritto 1000 o diecimila battute per TINA, dobbiamo appunto solo scrivere. Vogliamo però la casa migliore per quello che TINA sarà per fine dicembre.

Una volta, tra persone intelligenti, si diceva che non è che le cose stanno andando male ma che l’informazione è migliorata. Sappiamo, seguiamo, quali disastri, piccole catastrofi penetrano la nostra neocorteccia e li abitano, per un po’. Anche questo gioco sta finendo. La Catastrofe segue un movimento verso l’Estremistan: sta diventando unica, sola, maiuscola. Venezia, Mumbai, manifestanti con i laser, incendi sui sopravvissuti dell’Immensa grande foresta mondiale sono tutti luoghi in cui il Crollo impazza.

Molto di orribile nasce nella mente degli uomini così come ogni precauzione, preparazione, fortezza interiore. Anche se la qualità della nostra sicurezza interiore ed esterna sta decadendo, in una vera decadenza nell’Antropocene, sappiamo che l’unica arma inesauribile è una narrativa, elaborata in un immaginario che emerge dal flusso informativo turbolento:

TINA – ANTROPOCENE DECADENCE

Perché abbiamo bisogno di un manuale di sopravvivenza dell’immaginario. Perché è ora di fare un salto cognitivo.

Da questa settimana le attività del Blog torneranno a essere regolari.

3 pensieri riguardo “Cosa faremo da adesso #ProgettoTINA

  1. vi ho scoperti tardi. al tina 3 o qualcosa di simile mi fiondo. intanto tra gli scenari della prima e seconda fase c’è materiale per allenare la scrittura e l’immaginario.

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