Videogiochi e cambiamento climatico

Quella che segue è una lista di cinque videogiochi a tema sul cambiamento climatico. L’elenco, dal più celebre al meno conosciuto, contiene videogiochi che non si limitano a proporre una generica tematica ambientalista, peraltro abbastanza diffusa, ma fanno del clima un elemento costituente di quello che viene chiamato gameplay, ovvero l’insieme delle meccaniche di gioco. Il gameplay, spesso considerato la parte meramente intrattenente del videogioco, è in realtà lo strumento drammaturgico più potente di questo medium. Questa breve lista, non esaustiva, contiene per l’appunto cinque titoli nei quali il clima non si limita a essere un elemento astratto o narrativo, ma una vera e propria componente di gioco.

FROSTPUNK

Frostpunk, disponibile dal 2018 su PC, è stato recentemente rilasciato anche per console. Sviluppato da 11 bit studio, team polacco noto per il suo approccio non banale a tematiche importanti, Frostpunk è ambientato durante una nuova glaciazione. In questo videogioco strategico, il compito del giocatore consiste allora nella gestione di una colonia di sopravvissuti. Per far fronte al gelo soffiato con forza dalla catastrofe climatica, il giocatore deve organizzare la propria manodopera per assicurarsi l’estrazione delle risorse fondamentali, così come il corretto funzionamento di tutte le strutture cittadine, come gli accampamenti medici. Sarà inoltre necessario prendere importanti decisioni di ordine politico e sociale. L’immaginario steampunk ha il pregio di non edulcorare la verosimiglianza della catastrofe, il suo essere tragicamente plausibile.

Una mia analisi completa del gioco è presente su Ludica (https://www.ludicamag.com/frostpunk-la-sopravvivenza-e-un-gioco-di-societa/), rivista online che si occupa di game design e cultura del videogioco.

CIVILIZATION VI: GATHERING STORM

Civilization VI, videogioco di strategia a turni del 2016, si è recentemente arricchito con una espansione dal titolo Gathering Storm.

Quest’ultima introduce nel gioco gli eventi ambientali. Ormai da anni sviluppata da Firaxis, la storica saga creata da Sid Meierespande le proprie meccaniche di gioco attraverso elementi che, sottolineano gli sviluppatori dopo alcune accuse, non derivano dalle loro opinioni politiche ma da tesi accreditate presso la comunità scientifica. La civiltà guidata dal giocatore dovrà quindi progredire nelle epoche tenendo in considerazione, oltre alle varie minacce esterne, anche l’elemento climatico. Il mondo di gioco potrà ora fare esperienza della forza distruttiva di eruzioni, tornado ed esondazioni. Ogni evento influenza, non solo negativamente, le proprietà delle caselle coinvolte nella catastrofe. Quando le civiltà raggiungono la modernità, però, il clima diventa un aspetto ancora più centrale nello svolgimento della partita. L’industrializzazione reca con sé le problematiche del surriscaldamento globale, traducendo il tema ambientale in una serie di parametri concreti da considerare strategicamente. Chi non avesse familiarità con i videogiochi, può immaginare Civilization come un boardgame digitale nel quale la guerra è soltanto una opzione. Se avete già dismesso le vostre baliste, preparatevi a discutere animatamente durante il Congresso Mondiale: è lì che si giocherà la partita.

GLOBAL WARMING

Global Warming è una mod, sviluppata dallo studente Nick Porillo, a partire dal celebre gioco e fenomeno di costume Minecraft. Nell’ambito informatico, si definisce mod una modifica, solitamente amatoriale, al codice di un software. Questa pratica ha il fine di introdurre nuove caratteristiche in un videogioco, oppure di usare la struttura di quest’ultimo come base per realizzare qualcosa di completamento diverso, dando vita a una cosiddetta total conversion. Nel caso di Global Warming, la mod introduce nella struttura ludica di Minecraft conseguenze concrete per l’aumento dei valori di CO2, da contrastare limitando le combustioni e piantando alberi. La cooperazione, spiega l’autore, è la strategia migliore per controllare le emissioni nel mondo di gioco condiviso. Considerato lo sforzo di Nick Porillo nel perorare la causa ambientalista, Global Warming presenta alcune caratteristiche tipiche dei cosiddetti serious game, videogiochi che nascono con uno specifico intento educativo e informativo. Tanti, molti dei quali reperibili online, sono questi serious game a tema climatico: d’altronde, familiarizzare con i linguaggi, non solo ludici, più parlati sembra il miglior modo per raggiungere quel grande pubblico che garantiscono. Devono averlo pensato anche gli scienziati che, giocando al celebre Fortnite, hanno cercato di sensibilizzare la community online sul tema del cambiamento climatico.

LICHENIA

Sviluppato da Molleindustria, software house nota per videogiochi di critica sociale, Lichenia si auto definisce un “city building game for the Anthropocene”. I videogiochi di Molleindustria denunciano esplicitamente gli effetti del capitalismo o, più in generale, raccontano aspetti critici della contemporaneità direttamente attraverso le meccaniche di gioco. Uno su tutti, The McDonald’s Videogame, che pur suonando quasi come l’apologetico McDonaldland, evidenzia invece gli aspetti più controversi dell’azienda.

Lichenia ruota attorno a una meccanica alquanto semplice, ovvero il posizionamento di cinque tipi di terreni sull’area di gioco, un criptico quanto affascinante tabellone isometrico. Gli elementi interagiscono fra loro, subendo anche l’azione di agenti atmosferici: osservare il mondo di gioco, nella sua perenne e silenziosa mutazione, costituisce parte del fascino di Lichenia. Il gioco è estremamente accessibile, considerato che può essere giocato gratuitamente e direttamente online, attraverso il proprio browser.

ECO

La formula dell’early access, ovvero la possibilità di acquistare titoli ancora in fase di sviluppo, ha dato la possibilità agli appassionati di contribuire, non solo economicamente, alla realizzazione di videogiochi di nicchia. Titoli spesso basati su premesse insolite, per il mercato di massa, e caratterizzati da una audacia creativa talvolta difficile da gestire. Non mancano, infatti, casi di videogiochi abbandonati o aggiornati con pigra solerzia. Eco, sviluppato da Strange Loop Game, appartiene a questo modello di mercato. Le recensioni, perlopiù positive, parlano di un videogioco con solide basi creative e incoraggianti margini di miglioramento. Dal momento che si tratta di un videogioco ad accesso anticipato, è forse anche il meno indicato per un pubblico di non appassionati. Eco è un gioco di sopravvivenza, nel quale occorre costruire un rifugio limitando il proprio impatto negativo sull’ambiente. Fondamentale è il rapporto con la comunità online, con la quale bisogna collaborare per salvaguardare l’ecosistema. Tutte le prassi tipiche del genere di sopravvivenza, in Eco sono arricchite da una componente ulteriore, quella della minimizzazione del danno ambientale e della sostenibilità.

Un intelligente disinnesco della pratica ludica del farming, l’ottenimento indiscriminato di risorse virtuali attraverso azioni ripetitive e spesso poco significative dal punto di vista drammaturgico.

Andrea Leonessa

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