Fiamma fantasma

Mi dissero “prepara lo zaino! Se il fuoco arriva dobbiamo evacuare!”

Da tempo, dicevano che la Mamma del sole era tornata e che era troppo tardi, che ormai erano in pochi gli umani a portarle rispetto cosicché avrebbe sacrificato vegetali e animali d’ogni specie. Gli avevamo dato dei matti, noi gli Increduli. La cosiddetta Mamma del sole giungeva ogni anno e finora non mi era accaduto nulla. Nulla ai miei cari. Nulla realmente.

Eppure, i koala si erano estinti. E chi se lo aspettava?! Li vedevi in foto e stavi sereno che erano là, sugli eucalipti, a mangiare e dormire, come se niente fosse. Mentre ora i media annunciavano l’estinzione dei koala a causa di qualche incendio minore. Incredibile! Comunque, noi mica stiamo sugli alberi. Noi la Mamma del sole l’addomestichiamo con Tekne, l’aiutante senza sesso che non prende ordini, ma esegue. In cambio, dobbiamo far sì che abbia sempre di che nutrirsi. Residui chimici, metalli pesanti, petrolio, scorie radioattive, l’acido del nostro sudore, i virus delle nostre malattie. Pensavo.

Andai a dormire. La Mamma del sole non avrebbe mica bussato alle porte del buio!

Invece, tra il torbido e il ventoso, ci destò in fiamme. Afferrai lo zaino e corsi per strada assieme a quei matti che mi avevano consigliato di farlo. La macchina era esplosa. Avanzammo nel fumo verso lo spazio più aperto, dove intravedevo una massa indistinta di esseri. Sentivo un rumore intenso la cui fonte non riuscivo a individuare. Giunti allo spiazzo: ORRORE! Ero circondata da miliardi di insetti brulicanti! LORO: i più numerosi, i più resistenti, i più che meno vorresti!

I matti mi dissero che Tekne, per paura di essere sconfittE, aveva installato una rete d’informazione parallela per noi che ancora generevamo nutrimento, e che se volevo salvarmi dovevo ricoprirmi d’insetti come con una gigante corazza vivente. Mi elencarono le specie che si erano perse: la petroica scarlatta, il potoroo, gli onicofori, lo scinco acquatico delle Montagne Blu, quasi metà della foresta Gondwana, dove vivevano trenta alberi unici al mondo, e i koala. Di loro avevo visto, ma gli altri? Come avevo potuto?

Sento un rombo, mi volto: il mare. Mi volto: persone. Ieri notte c’è stato un incendio. I soccorritori mi hanno trovata svenuta affianco al mio zaino, con il piano d’evacuazione tra le mani. Dicono che siamo salvi. La nave della marina militare si dirige verso il porto di Melbourne in missione d’emergenza. Sono salva, ma piante e animali?

Giulia Lepori

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