La Strada, Eventi X svolti #3

ESTINZIONE DELLA LUCE SOLARE

1. Le agenzie spaziali rilevano l’avvicinarsi alla Terra di un oggetto celeste di notevoli dimensioni. I suoi 7 km di diametro costituiscono una minaccia di massimo livello. Le proiezioni delle diverse agenzie spaziali confermano unanimi l’impatto inevitabile e imminente. Il meteorite che ha estinto i dinosauri aveva un diametro di 10 km. I governi mondiali, coordinati dall’ONU, studiano una strategia di salvezza. NASA ed ESA concordano sull’opportunità di deviare il corso del corpo celeste rendendo operativo il progetto DART, in fase finale di sperimentazione. L’indiana ISRO e la giapponese JAXA appoggiano il piano. La CNSA propone tuttavia una strategia articolata per la distruzione quasi totale della massa dell’oggetto, corredata di studi che certificano l’inattendibilità dei modelli catastrofisti secondo cui i detriti del meteorite potrebbero riaggregarsi o mutare in una pioggia di lapilli ciclopici. Roscosmos e UAE, ma anche UKSA e ASI, appoggiano la strategia cinese, inaspettatamente in fase più avanzata di sviluppo rispetto al progetto DART. Il presidente USA accusa la Cina di aver nascosto evidenze documentali della traiettoria del corpo celeste. Più il corpo si avvicina alla Terra più le misurazioni e le proiezioni su velocità, traiettoria e punto di impatto iniziano a divergere nei report delle diverse agenzie. Gli appelli della comunità scientifica alla collaborazione sono disturbati dal confliggere di interessi economici e strategico-militari e dal rumore di fondo della disinformazione strumentalizzata. L’isteria che si diffonde tra la popolazione fomenta sospetti e radicalizzazioni crescenti all’avvicinarsi del possibile impatto, non solo a livello internazionale tra Stati, ma anche all’interno di ogni singola nazione. USA e UE soprattutto si dividono in fazioni che si affrontano in guerriglie metropolitane o pianificano rifugi in enclavi esclusiviste. La Cina appare l’unico Stato in grado di assicurare l’attuazione di una strategia di salvezza credibile. La missione cinese distrugge effettivamente il meteorite, generando tuttavia una cascata di detriti che si addensano attorno al nucleo del meteorite stesso e continuano a precipitare sulla Terra. La nebulosa celeste colpisce la superficie come una grandinata cosmica, con una serie di impatti pari a una gragnola di testate nucleari. Ogni collisione genera impulsi elettromagnetici che azzerano le reti nazionali di energia e comunicazione. La devastazione generata dalla molteplicità degli urti è minore per singolo frammento, ma diffusa a macchia di distruzione per la quasi totalità dell’emisfero occidentale. I frammenti più grandi cancellano porzioni dell’ecosistema per shock, onda d’urto e calore. I frammenti più piccoli e la nebulosa che li contiene innescano un innalzamento esponenziale della temperatura dell’atmosfera causando tempeste di fuoco e piogge di lapilli del tutto simili a un’eruzione vulcanica avvenuta però in cielo. Alcune metropoli si liquefanno, altre piombano nelle tenebre, tutte le strade ardono come fiumi di pece, l’aria brucia. La coltre di cenere e polvere che ricopre la Terra oscura il sole e porta all’estinzione del mondo vegetale e del mondo animale. Inesorabilmente anche della specie umana.

2. Una setta di suprematisti apocalittici interna al partito repubblicano, il RAGNAROK KHAN, lancia un attacco kamikaze con droni armati di testate nucleari dalla provenienza incerta (residui interni, mercato nero russo, terrorismo iraniano) contro le periferie delle principali metropoli statunitensi. L’obiettivo è decimare la popolazione (almeno tra i 20 e i 40 milioni di morti previsti tra le minoranze etniche) per assicurare la prosperità futura all’élite bianca. Le previsioni stimano una ripresa degli USA immortali in 5-10 anni, rigettando precedenti proiezioni catastrofiste, in base a una politica di chiusura totale dei confini, di sfruttamento massivo delle risorse e di azzeramento dei diritti civili. Le esplosioni trasformano in forni crematori interi quartieri, ondate elettromagnetiche distruggono le reti smart della civiltà, tornado termonucleari innescano reazioni a catena trasformando l’ecosistema in un combustibile globale. Tutto brucia. L’apocalisse suprematista incenerisce tutto. Seppure il livello di radiazioni si abbassa successivamente all’attacco, secondo quanto previsto dall’RK, le polveri radioattive generate dalle esplosioni a macchia di leopardo producono colonie di funghi atomici che stendono un sudario di ceneri sulla troposfera condannando la Terra all’inverno nucleare. La polvere si rivela ingovernabile. L’ultima democrazia. L’assenza di luce e calore porta all’estinzione di piante e animali, i cui ultimi esemplari sono divorati dall’ultima specie rimasta indistinta. L’umanità mangia se stessa fino alla fine.

3. L’innalzamento incrementale della temperatura terrestre, lo sfruttamento sempre più intensivo dell’energia fossile, il proliferare di strategie biomeccaniche di contenimento del tasso di biossido di carbonio e metano nell’atmosfera, combinandosi come moltiplicatori reciproci, accelerano il cambiamento degli equilibri climatici fino a generare la combustione spontanea dell’ossigeno nell’aria. In improvvisi bagliori rosati l’atmosfera scoppia in prossimità di invisibili sacche dense di metano. Il soffio delle rocce scistose fratturate e dei ghiacciai perenni disciolti dà vita a tempeste di fuoco che si avventano come bestie feroci su città, strade, impianti estrattivi, mega-allevamenti di bestiame, piantagioni industriali per poi propagarsi a villaggi, foreste, oceani. Una catastrofe dell’ossigeno al contrario determina la quasi totale estinzione degli aerobionti, le evolute forme di vita aerobica: piante e animali. L’uomo, come una specie infestante del carbone, riesce a ritardare la propria scomparsa entrando in una fase di latenza celata sotto le ceneri grigie del mondo, autofagocitandosi.

4. Per avvicinare l’obiettivo dell’indipendenza energetica e contrastare la concorrenza cinese nello stesso settore, gli USA hanno incrementato lo sfruttamento dei giacimenti di gas da argille, tacitando le preoccupazioni legate all’aumento dell’attività sismica in tutto il Midcontinent. Nonostante i pareri contrari del Center for Earthquake Research and Information dell’Università di Memphis e nonostante le proteste crescenti di gruppi ambientalisti in Tennessee, Kansas, Ohio e Oklahoma, le prospezioni e le attività di estrazione condotte con fratturazione idraulica si sono intensificate andando a interessare anche zone dall’elevato rischio sismico. L’accumulo di eventi microsismici ha determinato la sollecitazione delle faglie continentali e del Reelfoot Rift generando una concatenazione di terremoti che ha dilaniato gli Stati Uniti portando in superficie masse ctonie di gas metano e magma latenti nelle cicatrici di Rodinia. Gli tsunami piroclastici hanno arso metropoli e foreste e la Terra emersa come uno zombi neoproterozoico ha divorato ogni altra forma di vita. Solo la specie umana, come un parassita necrofago, è riuscita ad adattarsi drammaticamente al nuovo ecosistema non-morto.

CATASTROFE VEGETALE

1. L’agricoltura OGM e la deforestazione su scala globale innescano un impoverimento della biodiversità che raggiunge un punto critico di non ritorno oltre cui la biosfera verde si contrae sempre più fino a collassare irrimediabilmente. Le conifere si seccano e muoiono. La rete verde di interconnessioni e scambi si sbriciola. Seppur vicinissimi tra loro, gli alberi appassiscono come esuli abbandonati mortalmente lontani dalla propria patria. Le foreste si incartapecoriscono in un bush a più livelli altamente infiammabile. I campi aridi scatenano carestie a livello globale. I governi dei paesi ricchi di scorte alimentari chiudono le frontiere schierando gli eserciti. Masse di migranti affamati percorrono la Terra in sciami apocalittici di locuste antropomorfe. Le potenze nucleari lanciano attacchi preventivi mirati per distruggere le difese avversari e preservare le riserve di cibo. Offensive incrociate a livello planetario annullano le possibilità di vittoria di ogni singola nazione, lacerata al proprio interno da sommosse di milioni di cittadini affamati. Gli Stati, come gli alberi, assistono impotenti allo sbriciolarsi dei legami che all’esterno e all’interno li hanno creati e sviluppati. Come cortecce annerite e svuotate si polverizzano nell’incendio del vecchio mondo. Nell’estinzione dell’ecumene anche gli individui, animali e umani, sono condannati a morire nell’isolamento. Le ceneri coprono progressivamente tutto.

2. L’industria agroalimentare produce il diserbante definitivo (per aumentare la produttività delle specie più redditizie? Come arma di distruzione di massa delle riserve alimentari degli Stati potenzialmente avversari? Come deterrente sostitutivo degli arsenali nucleari?). Il diserbante viene rilasciato (per errore durante la fase di sperimentazione? In seguito a spionaggio industriale e attacco terroristico?) ed estingue tutte le specie vegetali. In ogni Stato sorgono rivolte per il cibo molto prima dell’effettivo esaurirsi delle scorte. Inutili gli appelli della comunità scientifica a costituire un organo sovranazionale globale per la gestione della crisi. Ogni nazione pensa di dover salvaguardare se stessa imponendo razionamenti e coprifuoco. È tutto inutile. Le società collassano sotto la pressione di miliardi di uomini e donne affamati e terrorizzati come bestie inchiodate in una gabbia senza cibo. Gli Stati non riescono a gestire la crisi e si sfaldano. Fazioni si scontrano ovunque per accaparrarsi la sopravvivenza. La rete dei servizi avvizzisce. È guerra ovunque. Qualcuno riesce a utilizzare ordigni nucleari. Inizia l’ultimo inverno della civiltà umana.

3. Si scatena una pandemia che attacca le piante in seguito all’esposizione accidentale di un virus congelato tra i ghiacci del permafrost siberiano. La peste verde distrugge tutte le piante dell’Eurasia e delle Americhe. Si bruciano foreste ovunque nell’assurda speranza di fermare il contagio. Gli scienziati che denunciano la pericolosità di questi inutili roghi sono arsi vivi come traditori della specie. L’atmosfera si satura di ceneri. Per eliminare orde affamate di bestie (animali prima e poi, inesorabilmente, umane) che attaccano le città, i governi adottano misure sempre più drastiche: napalm, bombardamenti aerei, droni armati con ordigni radioattivi. Ecoprofeti dell’apocalisse radicalizzano suprematisti specisti in una crociata per la salvaguardia di una micro-nicchia del vecchio mondo che muore. Però tutti vogliono essere salvati. Negli USA la fazione appoggiata dall’élite militare prova a fare leva sul deterrente nucleare. Inutilmente. Per proteggere l’ultima nicchia residua viene lanciato un attacco termonucleare sul suolo americano che accelera la fine.

4. L’aumento di polveri sottili nell’atmosfera rende impossibile la respirazione alle piante che progressivamente si estinguono. Quando cadono gli alberi secolari, i loro schianti sono seguiti in diretta streaming da folle inebetite come lemming ipnotizzati di fronte alla caduta degli dei. Le api, senza più funzione, si suicidano schiantandosi contro i neri cadaveri di fiori e ramoscelli spezzati. I suicidi aumentano in tutto il mondo. Per la prima volta le percentuali dei suicidi femminili si avvicinano a quelli maschili, soprattutto in Groenlandia e nei paesi del Nord Europa. In Cina il numero di donne suicide supera quello degli uomini. Le donne aborigene smettono di disegnare mappe del sogno sulla sabbia. Non solo i vivi invidiano i morti, ma anche i non nati. La competizione per il cibo nel mondo animale diventa un inferno zombi. La ferocia delle bestie carnivore di ogni razza e dimensione viene definita accecamento. Si avventano su tutto. Anche su ciò che non è commestibile. Gli animali mangiano le cose e muoiono a miliardi. Le comunità accumulano carni in una frenesia che a qualcuno non pare in nulla differente dall’accecamento animale. Prima si costruiscono trappole di rifiuti per gli animali non ancora morti. Poi si costruiscono trappole per le comunità limitrofe. Old ways better ways. Animali infetti e scorte di cibo scadute sono utilizzati per debellare le comunità che infestano luoghi prossimi a magazzini di viveri. Le tribù più armate e numerose attaccano apertamente villaggi e città sguarnite con mezzi militari. Razzi illuminano il cielo. Esplosioni e schianti. Metropoli depredate e date alle fiamme ovunque. Colonne di profughi vagano per le strade in cerca di cibo in mezzo alle ceneri della civiltà. Presto diventano essi stessi cibo. All’inizio sono o cadaveri a non venir più seppelliti. Poi sono i vivi a divenire prede. Le donne sono rese schiave e costrette a partorire cibo.

5. L’aumento del fabbisogno alimentare globale determina un incremento dello sfruttamento di terre per la coltivazione e di pascoli industriali per l’approvvigionamento di carne che porta al collasso della biomassa e a uno stato diffuso di guerra per il cibo.

6. In seguito al progressivo esaurirsi delle risorse alimentari terrestri e prevedendo l’ulteriore ridursi di terreni coltivabili in seguito all’imminente innalzarsi del livello degli oceani, molti governi hanno avviato progetti di sfruttamento della flora e fauna marine. Entro breve, tuttavia, riducendosi l’apporto di ossigeno dalla biomassa vegetale, incrementandosi i livelli di inquinamento delle acque e il depauperamento determinato dalle nuove attività umane di raccolta intensiva su scala globale, anche il fitoplancton e lo zooplancton degli oceani inizia a ridursi a ritmo accelerato. I think tank degli Stati continentali che non riescono ad avviare progetti di talassocultura o le cui istallazioni non riescono a soddisfare i bisogni della popolazione individuano come obiettivo strategico essenziale quello di appropriarsi del controllo delle piattaforme di raccolta off-shore. Alle iniziali operazioni di pirateria succedono presto attacchi diretti. L’alleanza sino-russa inizia a fare pressioni minacciando di scatenare un attacco termonucleare contro gli USA in assenza di una negoziazione sulla distribuzione di know how biotecnologico, piattaforme e zone oceaniche di raccolta. Prima che lo stallo venga infranto, un gruppo di terroristi, i WATER WORMS, distruggono con ordigni esplosivi alcune piattaforme dichiarando di voler eliminare il rischio di un conflitto tra le superpotenze nucleari. Leak informatici insinuano il sospetto che i WW siano finanziati da Iran, Egitto e Sudan. Intanto i pirati italo-libici assaltano sempre più spesso le piattaforme europee. Le tensioni continuano a crescere intanto che l’ONU cerca di convocare le parti a un tavolo che dovrebbe decidere come e a chi distribuire le residue riserve alimentari del pianeta. Mentre gli appelli alla collaborazione restano ignorati e vanno sempre più affievolendosi, mentre le grandi potenze sono in uno stato costante di allerta pre-bellica, l’atmosfera raggiunge un punto di crisi. L’apporto di ossigeno è sceso troppo, il clima cambia drasticamente. Eventi atmosferici eccezionali di magnitudo mai previste squassano il pianeta e durano ininterrottamente per mesi. La Terra sembra Saturno. Fulmini si abbattono sulle città arrostendo grattacieli, uragani di calor bianco trasformano in roghi inestinguibili le foreste, grandine massiccia come piccole meteoriti flagella intere regioni. Oceani cupi e senza vita come un inconcepibile fossile liquido di ameba inglobano coste e porti. È la morte che viene dal mare come il suono grigio e stridente di mitili infranti sotto le scarpe.

APOCALISSE FOSSILE

1. Si verifica un incidente in un innovativo impianto fossile nel Midcontinent statunitense. Grande quanto una metropoli, l’impianto è gestito e monitorato da una I.A. ed è in grado di processare tutti i combustibili fossili, varie fonti di energia (carbone, gas, biomassa, idrogeno), è inoltre attrezzata al riutilizzo dei prodotti di scarto per sintetizzare fertilizzanti e altri prodotti chimici di uso industriale (solventi, vernici speciali). L’incidente è innescato dall’esplosione a catena di nubi di composti organici volatili che hanno preso fuoco e sono esplosi violentemente durante il processo di isomerizzazione producendo geyser bollenti di vapore traslucido alti più di 12 metri. Le esplosioni hanno determinato il rilascio nell’ambiente di ingenti quantitativi di gas idrocarburi, di slurry di carbone polverizzato e di cenere volante per settimane. I sistemi automatizzati hanno evitato ingenti vittime nel momento dell’incidente (15 morti e 47 feriti), ma si sono rivelati incapaci di bloccare lo sversamento di sostanze inquinanti. L’impianto ha bruciato per settimane. Le vittime durante i tentativi di contenimento dell’incidente sono state 136 e 215 feriti (di cui 42 deceduti nei mesi successivi in seguito ai danni riportati). L’ambiente circostante è stato devastato per centinaia di chilometri. I segni erano visibili persino dai satelliti. La quantità di materiali inquinanti è stata trasportata da falde acquifere e venti per tutto il Midcontinent. Nebule incandescenti hanno appiccato incidenti nelle foreste e nelle città. Fiumi e falde hanno avvelenato le acque di interi Stati. Piogge chimiche hanno deantropizzato il territorio. Un’impenetrabile coltre di cenere ha oscurato il sole in un inverno fossile da estinzione totale. L’aria irrespirabile ha costretto all’esodo centinaia di milioni di persone. Gli Stati Uniti si sono scoperti terra di profughi climatici. I conflitti socio-economici inevitabili hanno portato al collasso tutto il sistema.

di Francesco Mattioni

Segue La Strada, Sopravvivenza #4

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