Una fine e un inizio – TINA AD x Aguaplano

C’è un termine nel gergo survivalista e delle scrittrici e scrittori dell’Antropocene per descrivere coloro che corrono ai ripari di catastrofi ed emergenze dopo che sono accadute, quando è quasi tardi o troppo tardi e la fiction del denaro trema, la scarsità emerge, tutti i segni avevano cospirato ma nessuno aveva letto nella forma giusta, estratto il senso dal flusso degli eventi.

Questo termine è zombi ovvero coloro che, sostenuti dal business as usual del tacchino talebbiano, adesso sono mossi da una forza inerziale -inerzia specchio di quella di tutto il sistema umano-. Lo zombi- non-zombi non decide niente, fa quello che fanno tutti, diventa dal giorno alla notte una macchina con un software che cerca nella massa e nei propri geni da Sapiens cosa fare. A quella funzione chiamata virus segue immediatamente un virus narrativo.

L’Antropocene è popolato di Cigni grigi, clusterfuck, contenimenti impossibili, spettri del collasso. Dopo di loro sono altri, nascosti ma previsti e prevedibili i pericoli: sono i demoni degli eventi non lineari, la nostra reazione non preparata agli eventi in questo ambiente che abbiamo ordinato. Il Romanzo dell’Antropocene narra anche di questi suoi abitanti e lo fa con exempla, esercizi, scenari, in un flusso ordinato. Sentiamo che narrazioni tossiche, virus narrativi e pericoli del pensiero e del biologico andavano in qualche modo contrastati. Queste formulazioni abbiamo voluto incarnarle in qualcosa di più dei romanzi che alcuni di noi scrivono come individui.

Volevamo provarle nell’unica dimensione che davvero conta nell’Antropocene: quella collettiva, diffusa come un iperoggetto. Per questo abbiamo fondato questo blog e per questo organizzato TINA Antropocene Decadence. Siamo lieti di annunciare che questo primo TINA ha trovato un editore curioso, appassionato, che ci segue dall’inizio, Aguaplano.

Mettere un like qui, se volete seguire la nuova fase di TINA.

L’uscita della materializzazione di TINA nell’oggetto libro è prevista per giorno 14 maggio, in occasione del Salone del Libro di Torino o, come lo chiamiamo da queste parti e non solo, il Salone dell’Antropocene.

TINA Antropocene Decadence è un flusso unico di scenari, esercizi, connettivi tematici e commenti narratologici, divisi in sette giornate e sette parole chiave, in immediato riferimento al Decamerone di Boccaccio, un sacrificio verso la grande letteratura dell’Olocene e una testimonianza che un gruppo di donne e uomini può scrivere e intercettare qualcosa, formando un romanzo che è d’immaginario composito. Un manuale di sopravvivenza narratologica.

Non è stato facile e il lavoro non è ancora finito. Non facile perché la forza inerziale di gran parte del sistema editoriale, in un suo ennesimo momento di fragilità, è comunque enorme, troppo spesso inefficiente nel gestire il flusso informativo, nell’intercettare i temi rilevanti del mondo alla fine della pace climatica dell’Olocene. Il romanzo borghese, le cui presentazioni adesso vengono annullate in massa, è il prodotto di un sistema inerziale, nostalgico, zombificato.

Insieme a Matteo Meschiari abbiamo sparso in questi mesi e anni tutte le tracce e le indicazioni per TINA, per una fondazione su temi e parole chiave del Romanzo dell’Antropocene, esempi pratici e consigli utili, ampie bibliografie mirate.

Concluso il lavoro per questo TINA cercheremo volenterosi e capaci per continuare in un prossimo TINA le premesse e le istanze, le urgenze che alcuni hanno condiviso e seguito.

Grazie a tutti i partecipanti, a ogni livello. Siamo all’ultimo miglio, quasi alla fine, poi ci riposeremo.

A maggio e a presto.

MM – AV

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