Il bavàglio

Il bambino disegna il suo Sole con un bavaglio posto sulla bocca. Una bocca come quella degli uomini, delle donne e dei bambini. L’animismo infantile genera l’altrimenti che lotta contro ciò che è già codificato in una norma monolitica, asfissiante, degenerativa. La norma è sempre in agguato, però. Il Sole è imbavagliato per non subire il contagio dagli uomini che stanno sotto di lui e che respirano la sua stessa aria. Il contagio dei secoli, il contagio che abolisce le distanze e annichilisce chi ancora appare indenne. Due uomini davanti a una farmacia sprovvista ormai da tempo di oggetti protettivi. Un uomo ha il bavaglio come il Sole, l’altro ne è privo e dunque piange. La cronaca degli adulti si insinua nella mente creativa e magica del bambino. La realtà percepita è rappresentata da segni di sopravvivenza e da segni di morte. Il disegnatore si chiede chi decida per la sopravvivenza e chi per la morte; non trova nessuna risposta. Nota, però, che le bestioline che solitamente si sdraiano sul cemento per riscaldarsi al Sole, proprio all’interno del cortile sotto casa, sono tranquille, non appaiono sofferenti. Gode di questa vista. Sorride beato. Vorrebbe essere una bestiolina, pure lui.

Il disegno è pieno di colori.

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