La presentazione che vorrei

Sono un lettore. Vado ad una presentazione di Tina…

Ecco alcuni autori… ecco il libro… una breve introduzione… ah ma quindi è come un’antologia di tanti piccoli racconti… ah c’è una cornice… ah ecco parlano gli autori… Com’è stato partecipare al progetto? Come ti sei sentito? Cosa ha significato per te? Cosa pensavi che sarebbe successo quando hai iniziato? Hai trovato difficile scrivere lo scenario che ti eri scelto? Io… io… io….

Ah ok, un’antologia. Strana eh. Ah quanti autori. Simpatici però e che bravi, nemmeno firmano il pezzo. Che operazione interessante.

Beh no.

Per me no.

Non è questo che vorrei per Tina.

Tina non è un libro come gli altri.

Tina è un libro, ma è in primis uno step di un progetto e l’eventuale presentazione del libro è l’occasione per presentare il progetto, senza il quale il libro è solo uno dei tanti che compaiono e scompaiono. Quindi, innanzi tutto, la presentazione dovrebbe riuscire a comunicare qualcosa sul progetto: da dove è nato, come si è sviluppato, dove è adesso.

Da dove è nato.

Partiamo da qui, dalle idee di Matteo e Antonio. Di come queste idee sono state raccontate in rete, per tutti: sul blog, nei libri, sulle riviste. Abbiamo la possibilità di attingere a mille fonti: una per tutti, il libro con l’impronta. Ripeschiamo i primi articoli su “La grande estinzione” e parliamo di quello

Raccontiamo che si è creato interesse, che tante persone hanno letto, hanno commentato… e che allora Matteo e Antonio hanno pensato di provare a proporre un lavoro collettivo. Un lavoro di cui “scrivere il pezzo” era solo una piccola parte: prima veniva il capire cosa si stava facendo e perché – e quindi la lettura di articoli, longform, libri; prima veniva il documentarsi sui temi scelti, per poterne scrivere: per alcuni chiaramente una prassi usuale, per altri magari un nuovo approccio alla scrittura. Tina è stato anche questo: per qualcuno, imparare a scrivere a)su un tema definito b)con un numero di battute limitato c)documentandosi a fondo d)con una deadline. Chi leggerà Tina vedrà quanto eterogenee siano state le realizzazioni.

Come si è sviluppato

Raccontiamo il grande lavoro di chi rispondeva alle domande, alle email, le settimane passate a raccogliere le paginette mandate da ognuno, i post sul blog “la grande estinzione” e su facebook stesso – utili a guidare gli autori, a indicare aree di studio. Le discussioni sugli argomenti e le discussioni sul metodo. Cosa scrivere, come, perché. Pazienti spiegazioni, pamphlet, libri, articoli. Tutti sforzi in un’unica direzione: portare tutti quelli che avevano voluto partecipare, avanti. Chi ha il passo da alpino e chi non ha mai camminato su un sentiero. Tutti, fino in cima.

Tina è stato anche questo. Raccontiamo di un lungo inverno di lavoro e di come a primavera ci si aspettava di poterne parlare a tutti, al Salone… Raccontiamo anche la pazienza di dover aspettare che il primo vento di una tempesta (fin lì solo immaginata) calasse e arrivasse il momento di quiete in cui far uscire questo primo frutto. Un frutto che ha già un sapore diverso ora che tutti abbiamo veduto: e che per tutti, chi scrive e chi legge, è ancora più indispensabile ora che il vento soffia di nuovo, più forte.

Dove è adesso

Raccontiamo che adesso tutto questo studio, tutte queste letture, tutti i pensieri di tutti questi autori e artisti illustratori, adesso, grazie ancora a Matteo e Antonio, adesso sono una Storia scritta. Una Storia nuova, una Storia di Storie: in cui davvero non importa minimamente se un singolo scenario è troppo lungo o troppo breve, se è così interessante da poter essere da solo un racconto da concorso col salame e con la medaglietta d’oro o se sono poche note storiche. La Storia che li contiene tutti è una Storia avvincente e parla di noi, di ora, di sempre. Dell’uomo e di come si esce o non si esce dalle tragedie collettive: e ne parla in molti modi diversi.

Il libro

E ora parliamo del libro: un libro in cui il lettore troverà una voce narrante forte, profonda, avvincente che lo guida in un viaggio emozionante attraverso la storia e l’immaginazione. Un libro in cui il lettore troverà interessante i molti modi in cui le diverse teste hanno deciso di raccontare il proprio scenario. La camera passa dallo zoom nel molto piccolo alla panoramica area. Le illustrazioni aprono la mente a nuove immagini: come quando salendo per gole o boschi uno squarcio vi appare.

Personaggi veri e falsi: fiabe, racconti dell’orrore, storie poetiche. Ma forte, sotto, batte il tamburo del tempo, la voce guida che riprende per mano il lettore e lo aiuta in questo viaggio affascinante. Un moderno Odisseo.

Non credo che al lettore potenziale (il pubblico della nostra ipotetica presentazione) interessi sapere chi è la persona seduta lì davanti a lui (o nello schermo), cosa ha provato a scrivere, perché l’ha fatto. A me, come lettore, non interessa quasi mai alle presentazioni: vado per sentir parlare del libro.

Parliamo di Tina e di come possiamo far capire al lettore cosa si troverà in mano e perché sarà importante leggerlo.

Denise Bresci

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